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	<title>Farina di Gio &#187; radicchio rosso</title>
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	<description>Ricette senza frumento</description>
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		<title>Pizza semi-integrale di farro</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Mar 2014 12:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Farina di Gio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pane, pizza & Co.]]></category>
		<category><![CDATA[farina di farro]]></category>
		<category><![CDATA[farina di farro integrale]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Io proprio non ci riesco. Ogni volta mi impegno al massimo: inizio appiattendo la pasta e dandole una forma tondeggiante. Poi impugno il mattarello e inizio a stendere la pasta cercando di mantenere la forma. Ed è proprio questo il...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.farinadigio.eu/wp-content/uploads/2014/03/pizza-semi-integrale2.jpg" rel="attachment wp-att-2454"><img class="aligncenter wp-image-2454 size-full" title="pizza-semi-integrale2" src="http://www.farinadigio.eu/wp-content/uploads/2014/03/pizza-semi-integrale2.jpg" alt="pizza semi integrale di farro" width="1920" height="1440" /></a></p>
<p>Io proprio non ci riesco. Ogni volta mi impegno al massimo: inizio appiattendo la pasta e dandole una forma tondeggiante. Poi impugno il mattarello e inizio a stendere la pasta cercando di mantenere la forma.<br />
Ed è proprio questo il punto in cui mi perdo. La mia mente si sconcentra senza che io me ne renda conto e inizio a pensare a tutt&#8217;altro: la farina da inserire nella lista della spesa, quel film da guardare in tv&#8230; e così il cerchio diventa un rettangolo, un quadrato o un triangolo. Tutti con gli angoli arrotondati.<br />
Ora però ho deciso di specializzarmi nella produzione di pizze triangolari. Detto fra noi, queste forme spigolose si adattano meglio a una teglia rettangolare. Io e il mio ragazzo (che badiamo più alla sostanza, che alla forma) ci accontentiamo dei triangoli, che si cuociono insieme e ci fanno mangiare senza che uno debba aspettare l&#8217;altra.<br />
Dunque, che triangolo sia!</p>
<p><a href="http://www.farinadigio.eu/2014/03/pizza-semi-integrale-di-farro/pizza-semi-integrale3/" rel="attachment wp-att-2455"><img class="aligncenter size-full wp-image-2455" title="pizza-semi-integrale3" src="http://www.farinadigio.eu/wp-content/uploads/2014/03/pizza-semi-integrale3.jpg" alt="pizza semi integrale di farro" width="1920" height="1440" /></a></p>
<div id="zlrecipe-container-17" class="zlrecipe-container-border" >
<div itemscope itemtype="http://schema.org/Recipe" id="zlrecipe-container" class="serif zlrecipe">
<div id="zlrecipe-innerdiv">
<div class="item b-b">
<div class="zlrecipe-print-link fl-r"><a class="butn-link" title="Print this recipe" href="javascript:void(0);" onclick="zlrPrint('zlrecipe-container-17', 'https://www.farinadigio.eu/wp-content/plugins/ziplist-recipe-plugin/'); return false">Print</a></div>
<div id="zlrecipe-title" itemprop="name" class="b-b h-1 strong" >Pizza semi-integrale di farro</div>
</p></div>
<div class="zlmeta zlclear">
<div class="fl-l width-50">
<p id="zlrecipe-prep-time">Tempo di preparazione: <span itemprop="prepTime" content="PT5H15M">5 hours, 15 minutes</span></p>
<p id="zlrecipe-cook-time">Tempo di cottura: <span itemprop="cookTime" content="PT17M">17 minutes</span></p>
<p id="zlrecipe-total-time">Tempo totale: <span itemprop="totalTime" content="PT5H32M">5 hours, 32 minutes</span></p>
</div>
<div class="fl-l width-50"></div>
<div class="zlclear">
      </div>
</p></div>
<div class="img-desc-wrap">
<p class="t-a-c hide-print">
			  <img class="photo" itemprop="image" src="http://www.farinadigio.eu/wp-content/uploads/2014/03/pizza-semi-integrale1.jpg" title="Pizza semi-integrale di farro" alt="Pizza semi-integrale di farro" style="width: 250px;" />
			</p>
<div id="zlrecipe-summary" itemprop="description">
<p class="summary italic">Attenzione! Questa ricetta contiene glutine, ma può essere adatta a intolleranti al frumento. Se siete celiaci, potete sostituire la farina di farro con la farina senza glutine e controllate che tutti gli ingredienti a rischio siano riportati nel prontuario dell’AIC o che abbiano il marchio con la spiga barrata.</p>
</div>
</div>
<p id="zlrecipe-ingredients" class="h-4 strong">Ingredienti</p>
<ul id="zlrecipe-ingredients-list">
<div id="zlrecipe-ingredient-0" class="ingredient-label" >Per 4 piccole pizze molto fini:
</div>
<li id="zlrecipe-ingredient-1" class="ingredient" itemprop="ingredients">220 gr di farina bianca di farro (+ altra farina bianca di farro per infarinare e tirare la pasta)
</li>
<li id="zlrecipe-ingredient-2" class="ingredient" itemprop="ingredients">30 gr di farina integrale di farro
</li>
<li id="zlrecipe-ingredient-3" class="ingredient" itemprop="ingredients">7 gr di lievito di pasta madre di farro in polvere
</li>
<li id="zlrecipe-ingredient-4" class="ingredient" itemprop="ingredients">1 cucchiaino colmo di sale
</li>
<li id="zlrecipe-ingredient-5" class="ingredient" itemprop="ingredients">155/160 gr di acqua tiepida
</li>
<div id="zlrecipe-ingredient-6" class="ingredient-label" >Per la farcitura:
</div>
<li id="zlrecipe-ingredient-7" class="ingredient" itemprop="ingredients">1 mozzarella
</li>
<li id="zlrecipe-ingredient-8" class="ingredient" itemprop="ingredients">6 cucchiaini di passata di pomodoro
</li>
<li id="zlrecipe-ingredient-9" class="ingredient" itemprop="ingredients">una decina di foglie di radicchio spadone
</li>
<li id="zlrecipe-ingredient-10" class="ingredient" itemprop="ingredients">grana padano grattuggiato a piacere</li>
</ul>
<p id="zlrecipe-instructions" class="h-4 strong">Procedimento</p>
<ol id="zlrecipe-instructions-list" class="instructions">
<li id="zlrecipe-instruction-0" class="instruction" itemprop="recipeInstructions">Mescolare le due farine, il lievito e il sale.
</li>
<li id="zlrecipe-instruction-1" class="instruction" itemprop="recipeInstructions">Scaldare un po' l'acqua (io la metto 30 secondi in microonde) e aggiungerla agli altri ingredienti gradatamente e mescolando. La quantità di acqua può variare non solo dal tipo di farina che usate, ma anche dal marchio. Se la aggiungete gradatamente potete accorgervi quando è troppa o ancora troppo poca.L'impasto non deve essere troppo duro o difficile da lavorare. Al contrario, deve essere morbido ma non troppo appiccicoso: dovrete riuscire a lavorarlo con le mani senza che vi rimanga l'impasto attaccato alle dita. Diciamo che dovrebbe essere appiccicoso come la parte posteriore di un post-it.
</li>
<li id="zlrecipe-instruction-2" class="instruction" itemprop="recipeInstructions">Quando l'impasto avrà raggiunto la consistenza desiderata, riponetelo in una ciotola grande e leggermente infarinata e copritela con un canovaccio bagnato e perfettamente strizzato.
</li>
<li id="zlrecipe-instruction-3" class="instruction" itemprop="recipeInstructions">Scaldate il forno a 50° per 3 minuti e poi spegnetelo.
</li>
<li id="zlrecipe-instruction-4" class="instruction" itemprop="recipeInstructions">Mettete la ciotola in forno e lasciate lievitare per almeno 4 ore (io ho lasciato in lievitazione per 7 ore).
</li>
<li id="zlrecipe-instruction-5" class="instruction" itemprop="recipeInstructions">Dopo la lievitazione, dividete l'impasto in 4 parti uguali (le pizze saranno molto sottili). Se vi piacciono le pizze con l'impasto più spesso e morbido, fatene solo 2.
</li>
<li id="zlrecipe-instruction-6" class="instruction" itemprop="recipeInstructions">Quando stendete la pasta dovrete aiutarvi con molta farina perché il farro ha poco glutine e l'impasto non sarà elastico come un impasto fatto con il frumento.
</li>
<li id="zlrecipe-instruction-7" class="instruction" itemprop="recipeInstructions">Farcite la margherita con mozzarella e pomodoro, e l'altra con il radicchio gia cotto (basta spadellarlo con un po'di olio e sale in padella per 5/7 minuti) e il grana.
</li>
<li id="zlrecipe-instruction-8" class="instruction" itemprop="recipeInstructions">Abbondate pure con il formaggio in quest'ultima, perché essendo bianca (senza pomodoro) tende ad essere un po' più secca.
</li>
<li id="zlrecipe-instruction-9" class="instruction" itemprop="recipeInstructions">Cucinate in forno caldo, a 180° per 17 minuti. Ovviamente se avete deciso di lasciare l'impasto più morbido e fare solo due pizze, i minuti di cottura saranno un po' più lunghi.</li>
</ol>
<div class="ziplist-recipe-plugin" style="display: none;">3.1</div>
</div>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.farinadigio.eu/2014/03/pizza-semi-integrale-di-farro/pizza-semi-integrale1/" rel="attachment wp-att-2456"><img class="aligncenter size-full wp-image-2456" title="pizza-semi-integrale1" src="http://www.farinadigio.eu/wp-content/uploads/2014/03/pizza-semi-integrale1.jpg" alt="pizza semi integrale di farro" width="1920" height="1440" /></a></p>
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		<item>
		<title>Lasagne di farro con champignon, radicchio e panna di avena</title>
		<link>https://www.farinadigio.eu/2013/12/lasagne-di-farro-con-champignon-radicchio-e-panna-di-avena/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Dec 2013 12:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Farina di Gio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi]]></category>
		<category><![CDATA[champignon]]></category>
		<category><![CDATA[grana padano]]></category>
		<category><![CDATA[lasagne di farro]]></category>
		<category><![CDATA[panna vegetale di avena]]></category>
		<category><![CDATA[radicchio rosso]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dura la vita della foodblogger nel periodo prefestivo! Ma soprattutto quella del fidanzato della foodblogger. Manca una settimana a Natale e quando sono a casa passo la maggior parte del tempo in cucina. Il tempo restante si divide tra computer...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.farinadigio.eu/2013/12/lasagne-di-farro-con-champignon-radicchio-e-panna-di-avena/lasagne1-2/" rel="attachment wp-att-2212"><img class="aligncenter size-full wp-image-2212" title="lasagne1" src="http://www.farinadigio.eu/wp-content/uploads/2013/12/lasagne1.jpg" alt="Lasagne di farro con champignon, radicchio e panna di avena" width="1920" height="1440" /></a></p>
<p>Dura la vita della foodblogger nel periodo prefestivo! Ma soprattutto quella del fidanzato della foodblogger.<br />
Manca una settimana a Natale e quando sono a casa passo la maggior parte del tempo in cucina. Il tempo restante si divide tra computer e letto, rispettivamente per scrivere i post e dormire. Oltre a preparare da mangiare per la cena di tutti i giorni, in queste settimane sto provando ricette a tutto spiano. Ricette che, spesso si trasformano in golosi successi, e ricette che a volte sono dei veri e propri disastri.<br />
Il mio ragazzo sta per alzare bandiera bianca: dopo un mese di convivenza sta scoprendo il lato oscuro della vita con una foodblogger. Il lato oscuro comprende: l&#8217;attesa lunghissima durante lo scatto dei piatti (&#8220;Amore, hai fatto 40 foto, possono bastare&#8221;), l&#8217;assaggio dei piatti (&#8220;Come sono gli gnocchi?&#8221; risposta: &#8220;&#8230;&#8221;), l&#8217;aiuto lavapiatti (&#8220;Ma se siamo in due perché ci sono quattro piatti da lavare?!&#8221;) e la quasi totale assenza della sottoscritta. Credo che non abbia mai desiderato tanto l&#8217;arrivo del Natale! Neanche quando Babbo Natale doveva portargli le Lego. Per fortuna che manca poco <img src="https://www.farinadigio.eu/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif" alt=";)" class="wp-smiley" /> </p>
<p><a href="http://www.farinadigio.eu/2013/12/lasagne-di-farro-con-champignon-radicchio-e-panna-di-avena/lasagne2-2/" rel="attachment wp-att-2213"><img class="aligncenter size-full wp-image-2213" title="lasagne2" src="http://www.farinadigio.eu/wp-content/uploads/2013/12/lasagne2.jpg" alt="Lasagne di farro con champignon, radicchio e panna di avena" width="1920" height="1440" /></a></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Lasagne di farro con champignon, radicchio e panna di avena</span></strong></p>
<p>Ingredienti*<br />
una decina di lasagne al farro Prometeo<br />
250 ml di panna vegetale di avena (con il senno di poi, ne avrei messa il doppio)<br />
una scatola di funghi champignon già cotti<br />
una decina di foglie di radicchio spadone<br />
formaggio Grana Padano qb<br />
olio evo<br />
sale</p>
<p>Attenzione! Questa ricetta contiene glutine, ma può essere adatta a intolleranti al frumento. Se siete celiaci, potete sostituire le lasagne di farro con lasagne senza glutine e controllate che tutti gli ingredienti a rischio siano riportati nel prontuario dell’AIC o che abbiano il marchio con la spiga barrata.</p>
<p>Procedimento<br />
Preparare il condimento facendo rosolare in padella le foglie di radicchio tagliate a pezzetti e i funghi con un po&#8217; di olio evo. Bastano poco meno di dieci minuti.<br />
Fate bollire una pentola d&#8217;acqua salata, aggiungete un cucchiaio d&#8217;olio e cuocete ogni sfoglia per circa 5 minuti. Una volta cotte lasciatele asciugare sopra a un canovaccio.<br />
Ungete il fondo della teglia con l&#8217;olio e componete il primo strato con le lasagne. Distribuitevi sopra un po&#8217; di funghi e radicchio e coprite bene con la panna. A questo punto iniziate con il secondo strato, seguendo sempre questo ordine. Alla fine degli strati, dopo aver messo il condimento, spolverate la superficie con il Grana Padano.<br />
Infornate a 160° per un&#8217;ora circa.</p>
<p><a href="http://www.farinadigio.eu/2013/12/lasagne-di-farro-con-champignon-radicchio-e-panna-di-avena/lasagne3/" rel="attachment wp-att-2214"><img class="aligncenter size-full wp-image-2214" title="lasagne3" src="http://www.farinadigio.eu/wp-content/uploads/2013/12/lasagne3.jpg" alt="Lasagne di farro con champignon, radicchio e panna di avena" width="1920" height="1440" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.farinadigio.eu/2013/12/lasagne-di-farro-con-champignon-radicchio-e-panna-di-avena/">Lasagne di farro con champignon, radicchio e panna di avena</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.farinadigio.eu">Farina di Gio</a>.</p>
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		<title>Pasta fresca all&#8217;uovo</title>
		<link>https://www.farinadigio.eu/2012/11/pasta-fresca-alluovo/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Nov 2012 19:23:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Farina di Gio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi]]></category>
		<category><![CDATA[farina di mais]]></category>
		<category><![CDATA[farina senza glutine]]></category>
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		<category><![CDATA[miscela sostitutiva per glutine]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Fare la pasta fresca in casa è una cosa che mi ha sempre affascinato. Quando da piccola vedevo mia mamma usare la macchina a manovella e creare magicamente taglietelle e spaghetti, restavo affascinata. Poi insistevo per dare una mano e...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.farinadigio.eu/2012/11/pasta-fresca-alluovo/">Pasta fresca all&#8217;uovo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.farinadigio.eu">Farina di Gio</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.farinadigio.eu/2012/11/pasta-fresca-alluovo/pasta1/" rel="attachment wp-att-896"><img class="aligncenter size-full wp-image-896" title="pasta1" src="http://www.farinadigio.eu/wp-content/uploads/2012/11/pasta1.jpg" alt="pasta fresca" width="1920" height="1440" /></a></p>
<p>Fare la pasta fresca in casa è una cosa che mi ha sempre affascinato. Quando da piccola vedevo mia mamma usare la macchina a manovella e creare magicamente taglietelle e spaghetti, restavo affascinata. Poi insistevo per dare una mano e allora giravo la manovella tutta contenta: piccole foodblogger crescono.<br />
La stessa macchina (regalata a mia mamma dalla mia nonna paterna dopo il matrimonio dei miei) ha prodotto anche la prima pasta fresca senza glutine di Farina di Gio.<br />
Era da molto che non la facevo e da un po&#8217; che non la mangiavo, così, approfittando della farina fornita dalla <a title="Farmacia Ciato" href="http://www.farmaciaciato.it/" target="_blank">Farmacia Ciato</a> di Padova, ho deciso di realizzare questo piatto che da tanto mancava sulla mia tavola. Ne ho approfittato anche per provare il sostituto per glutine: una miscela che non conoscevo e che credo userò ancora perché aiuta a dare l&#8217;elasticità che manca alle farine senza glutine (potete trovarlo anche <a title="Farmacia Ciato" href="http://ordini.farmaciaciato.it/catalogo/Celiachia/c/329.html" target="_blank">qui</a>).<br />
La ricetta che ho utilizzato è quella della mia bisnonna materna che si tramanda di generazione in generazione. Magari può essere molto simile a tante altre, ma i segreti per la riuscita del piatto finale sono così preziosi che ho deciso di condividerli con voi. Perché nel caso della farina senza glutine alcuni accorgimenti sono essenziali per la buona riuscita del piatto.</p>
<p><a href="http://www.farinadigio.eu/2012/11/pasta-fresca-alluovo/pasta3/" rel="attachment wp-att-899"><img class="aligncenter size-full wp-image-899" title="pasta3" src="http://www.farinadigio.eu/wp-content/uploads/2012/11/pasta3.jpg" alt="pasta fresca" width="1920" height="1440" /></a></p>
<p><strong><span style="color: #800000;">Pasta fresca all&#8217;uovo con sugo di radicchio rosso e Gruyere</span></strong></p>
<p>Ingredienti (per 6 persone)</p>
<p>Per la pasta fresca<br />
300 gr di farina senza glutine Agluten (miscela per pane, pizza, focaccia): 280 gr per l&#8217;impasto e 20 per l&#8217;infarinatura<br />
20 gr di sostituto per glutine Orgran<br />
4 uova<br />
1 cucchiaino d&#8217;olio evo<br />
un pizzico di sale</p>
<p>Per il sugo<br />
3 cespi di radicchio rosso di Treviso (varietà spadone)<br />
160 gr di Le Gruyere<br />
mezzo mestolo di acqua di cottura</p>
<p>farina di mais qb per infarinare</p>
<p>Procedimento<br />
Mescolare la farina e il sostituto per glutine, in modo che quest&#8217;ultimo si distribuisca bene. Aggiungere il sale e olio e fare un buco al centro della farina. Rompere le uova e metterle in questo buco che avete creato: con una forchetta sbattete un po&#8217; le uova, come se doveste fare una frittata. Dopodiché, allargandovi sempre più iniziate a includere la farina. Quando l&#8217;impasto inizia ad essere difficile da lavorare con la forchetta, passate alle mani. Impastate fino a ottenere una palla ben amalgamata, liscia e non appiccicosa.</p>
<p><a href="http://www.farinadigio.eu/2012/11/pasta-fresca-alluovo/impasto/" rel="attachment wp-att-900"><img class="aligncenter size-full wp-image-900" title="impasto" src="http://www.farinadigio.eu/wp-content/uploads/2012/11/impasto.jpg" alt="pasta fresca" width="1920" height="1440" /></a><br />
Tagliate l&#8217;impasto in 6/8 piccole parti uguali e passate ogni pezzo nel rullo liscio per appiattirle. Se avete una macchina che consente di scegliere la distanza tra i rulli, andate per gradi accorciando sempre di più la distanza.<br />
La farina senza glutine, a differenza di quella di frumento, assorbe di più i liquidi, dunque è necessario infarinare bene ogni pezzo, prima e dopo il rullo.<br />
Passare ogni sfoglia nel rullo per creare la pasta desiderata: in questo caso tagliatelle. Consiglio di mettere una ciotola con un po&#8217; di farina di mais in modo che la pasta non si attacchi quando cade appena tagliata. La farina di mais è ottima perché assorbe meglio l&#8217;umidità della pasta.<br />
Dopo aver fatto la pasta, l&#8217;ho lasciata 2 ore infarinata e stesa su una tovaglia. Non copritela, altrimenti l&#8217;umidità rimarrà all&#8217;interno e da cotta assumerà una consistenza più molle.</p>
<p><a href="http://www.farinadigio.eu/2012/11/pasta-fresca-alluovo/pasta-cruda-2/" rel="attachment wp-att-904"><img class="aligncenter size-full wp-image-904" title="pasta-cruda" src="http://www.farinadigio.eu/wp-content/uploads/2012/11/pasta-cruda1.jpg" alt="pasta fresca" width="1920" height="1440" /></a></p>
<p>Mettere sul fuoco una pentola con abbondante acqua salata. Nel frattempo preparare il sugo: tagliare il radicchio a pezzi piccoli e cucinarlo per 3 minuti in microonde. Tagliare a cubetti il Gruyere e metterlo in padella che sia abbastanza grande per spadellare la pasta che avrete preparato. Potete tenere da parte qualche cubetto come ho fatto io, se vi piace sentire il formaggio a pezzi. Unite al Gruyere il radicchio e aggiungetevi mezzo mestolo di acqua di cottura. Mescolate a fuoco medio e quando sarà ben sciolto lasciate il fuoco al minimo in modo che non si rapprenda.<br />
Quando l&#8217;acqua bolle buttate la pasta e scolatela dopo 2-3 minuti (meglio assaggiare prima). Spadellate la pasta con il sugo e servite!</p>
<p><a href="http://www.farinadigio.eu/2012/11/pasta-fresca-alluovo/pasta2/" rel="attachment wp-att-905"><img class="aligncenter size-full wp-image-905" title="pasta2" src="http://www.farinadigio.eu/wp-content/uploads/2012/11/pasta2.jpg" alt="pasta fresca" width="1920" height="1440" /></a></p>
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		<title>La putana salata: il famoso dolce vicentino diventa piatto unico</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Oct 2012 07:07:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Farina di Gio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Piatti unici]]></category>
		<category><![CDATA[farina di mais]]></category>
		<category><![CDATA[Le Gruyere]]></category>
		<category><![CDATA[polenta]]></category>
		<category><![CDATA[radicchio rosso]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Eccoci arrivati al secondo (e, ahimé, ultimo) appuntamento con il contest &#8220;La Svizzera nel piatto&#8221;, sponsorizzato da Formaggi dalla Svizzera e da Peperoni e patate. Dopo i cestini di Sbrinz, ho pensato di creare qualcosa che non solo appartenga alla...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci arrivati al secondo (e, ahimé, ultimo) appuntamento con il contest &#8220;La Svizzera nel piatto&#8221;, sponsorizzato da<a title="Switzerland-cheese" href="http://www.switzerland-cheese.it/" target="_blank"> Formaggi dalla Svizzera</a> e da <a title="Peperoni e Patate" href="http://www.peperoniepatate.com/2012/10/la-svizzera-nel-piatto-fase-2.html" target="_blank">Peperoni e patate</a>. Dopo i cestini di Sbrinz, ho pensato di creare qualcosa che non solo appartenga alla tradizione italiana, ma più strettamente alla tradizione di Vicenza.</p>
<p><a href="http://www.peperoniepatate.com/2012/10/la-svizzera-nel-piatto-fase-2.html"><img class="aligncenter size-full wp-image-723" title="contest-svizzera-nel-piatto" src="http://www.farinadigio.eu/wp-content/uploads/2012/10/Contest+LA+SVIZZERA+NEL+PIATTO+logo.jpg" alt="" width="400" height="281" /></a></p>
<p>Così è nata l&#8217;idea di rivisitare uno dei classici dolci vicentini: la<span style="color: #ff0000;"><strong> putana</strong></span>. La versione grain-free di questo dolce l&#8217;ho già fatta <a title="La tipica focaccia vicentina dal nome equivoco" href="http://www.farinadigio.eu/2012/01/la-tipica-focaccia-vicentina-dal-nome-equivoco/">qui</a>. In questo caso ho inventato una versione salata, fatta con i formaggi svizzeri e prodotti tutti vicentini, come il radicchio rosso di Bassano e la sopressa.</p>
<p><a href="http://www.farinadigio.eu/2012/10/la-putana-salata-il-famoso-dolce-vicentino-diventa-piatto-unico/putana3-2/" rel="attachment wp-att-753"><img class="aligncenter size-full wp-image-753" title="putana3" src="http://www.farinadigio.eu/wp-content/uploads/2012/10/putana31.jpg" alt="putana salata" width="1920" height="1440" /></a></p>
<p>Prima di darvi la ricetta però, vorrei parlarvi un po&#8217; di questa torta. La ricetta non è mai unica: ne esistono tantissime versioni (con la farina di mais o col pane raffermo, ad esempio) che vengono tramandate di generazione in generazione. Quella che uso io, infatti, è la versione di nonna Carla: la mia nonna! <img src="https://www.farinadigio.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif" alt=":)" class="wp-smiley" />  L&#8217;origine di questo nome è da attribuirsi al fatto che, gli ingredienti che completano l&#8217;impasto base, cambiano spesso, in base a ciò che si ha in casa. E&#8217; un&#8217;ottima torta da fare quando vi avanza qualcosa: una mela e qualche fico, oppure una pera e delle noci&#8230;<br />
In questo caso mi avanzavano giusto due chili di Gruyere e Sbrinz <img src="https://www.farinadigio.eu/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif" alt=";)" class="wp-smiley" />  Scherzi a parte: non l&#8217;avevo mai mangiata (nè pensata) salata prima d&#8217;ora. Devo dire che il gusto è ottimo: l&#8217;amaro del radicchio va a nozze con il Gruyere e la polenta.. e se la sopressa tende un po&#8217; ad averla vinta, ci pensa lo Sbrinz a imporsi su tutti! Provare per credere!</p>
<p><a href="http://www.farinadigio.eu/2012/10/la-putana-salata-il-famoso-dolce-vicentino-diventa-piatto-unico/putana4/" rel="attachment wp-att-754"><img class="aligncenter size-full wp-image-754" title="putana4" src="http://www.farinadigio.eu/wp-content/uploads/2012/10/putana4.jpg" alt="putana salata" width="1920" height="1440" /></a></p>
<p>Putana salata</p>
<p>Ingredienti*</p>
<p>1.25 l di acqua<br />
250 gr di farina di mais per polenta<br />
185 gr di Gruyere<br />
85 gr di Sbrinz grattuggiato<br />
3 cespi di radicchio rosso<br />
fettine di sopressa a piacere<br />
un cucchiaino di sale<br />
un filo d&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva</p>
<p>* se siete celiaci o intolleranti al frumento, controllate che tutti gli ingredienti siano inseriti nel prontuario dell&#8217;AIC o che riportino il marchio con la spiga barrata</p>
<p>Procedimento<br />
Preparare la polenta: mettere l&#8217;acqua su una pentola con il fondo bello alto, portare a bollore e salare. Far scendere tutta la farina a pioggia, continuando a mescolare. Continuare a mescolare fino ad ottenere una crema omogenea e senza grumi. A questo punto coprire con il coperchio e mescolare solo ogni tanto. Se non avete usato una pentola con il fondo alto, dovrete continuare a mescolare fino a cottura ultimata. Cuocere per 40 minuti.<br />
Cuocere il radicchio in microonde per circa 3-4 minuti (dipende dalla potenza del microonde), finché non diventa di colore più scuro. Tagliare il Gruyere a cubetti di circa 1 cm, così non si sciolgono del tutto a contatto con la polenta calda. Quando la polenta sarà pronta, unirvi il radicchio e il Gruyere, mescolando.<br />
Trasferire il composto in una teglia di alluminio rettangolare, sulla quale avrete cosparso un po&#8217; d&#8217;olio, e cospargere tutta la superficie di Sbrinz. Cuocere in forno a 170° per un&#8217;ora circa: sarà pronta quando avrà fatto una golosa crosta di formaggio.<br />
Lasciar raffreddare la torta: la tradizione vuole che la versione dolce venga servita fredda o riscaldata: in questo caso sarà più buona riscaldata. A questo punto potrete guarnirla con alcune fettine di sopressa.</p>
<p><a href="http://www.farinadigio.eu/2012/10/la-putana-salata-il-famoso-dolce-vicentino-diventa-piatto-unico/putana1/" rel="attachment wp-att-756"><img class="aligncenter size-full wp-image-756" title="putana1" src="http://www.farinadigio.eu/wp-content/uploads/2012/10/putana1.jpg" alt="putana salata" width="1920" height="1440" /></a></p>
<p>La Svizzera nel piatto!</p>
<p><a href="http://www.farinadigio.eu/2012/10/la-putana-salata-il-famoso-dolce-vicentino-diventa-piatto-unico/putana2/" rel="attachment wp-att-755"><img class="aligncenter size-full wp-image-755" title="putana2" src="http://www.farinadigio.eu/wp-content/uploads/2012/10/putana2.jpg" alt="putana salata" width="1920" height="1440" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.farinadigio.eu/2012/10/la-putana-salata-il-famoso-dolce-vicentino-diventa-piatto-unico/">La putana salata: il famoso dolce vicentino diventa piatto unico</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.farinadigio.eu">Farina di Gio</a>.</p>
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